Titoli PAC - Politica Agricola Comune

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I NUMERI - «La Pac movimenta 53 miliardi annui, rappresentando così la fetta maggiore della spesa comunitaria. All’Italia finiscono 6,3 miliardi, destinati per l’80% al sostegno agli agricoltori e per il 20% ai piani di sviluppo rurale». 

LA PAC VISTA DA VICINO - Ma andiamo a dare un’occhiata alle caratteristiche salienti della riforma nascitura: la manovra della Commissione Ue prospetta una rivoluzione nel regime dei pagamenti diretti, attraverso la convergenza del valore medio dei trasferimenti per ettaro fra Paesi membri e la redistribuzione delle risorse nei confini nazionali, per gli Stati dove vige il sistema storico individuale di calcolo dei diritti Pac disaccoppiati (slegati dalla produzione). Oggi ci sono due estremi: da una parte Malta, dove gli agricoltori incassano in media quasi 800 euro per ettaro e dall’altra la Lettonia con un importo medio inferiore a 100 euro. Per l'intera Unione europea il dato medio è 270 euro per ettaro; in Italia ci si attesta attorno ai 370. 

LA CONVERGENZA - La convergenza innesca un processo di appiattimento parziale e graduale delle differenze fra nazioni, da realizzarsi fra il 2014 ed il 2018. Tuttavia, anche se questo concetto è scomparso nelle proposte ufficiali, l'intenzione è di proseguire nella convergenza dopo il 2020, fino ad avere un'aliquota unica di aiuto per ettaro, valida per l'intero territorio dell'Ue.

IL BLOCCO DELL’EST EUROPA - Di sicuro i Paesi dell'Est Europa pretendono la completa parità di trattamento nel lungo termine. Per l'Italia la convergenza implica la perdita annua di circa 250 milioni di euro a regime in termini di massimale per i pagamenti diretti. Il nostro Paese si trova in una situazione peculiare. A fronte di una media di 370 euro per ettaro, registra una forte escursione fra i diversi settori produttivi, fra le aree geografiche e fra i soggetti beneficiari: l'intervallo di variazione del valore del pagamento ad ettaro oscilla fra la completa assenza di titoli disaccoppiati (orticole, vigneti, ecc.) e qualche migliaio di euro per ettaro. All'interno dei due estremi, si passa attraverso le possibili differenti situazioni, con alcuni elementi degni di segnalazione. In montagna e nelle aree svantaggiate dal punto di vista agricolo, in genere, il valore del diritto si attesta sotto la soglia dei 100 euro per ettaro. 

LA REDISTRIBUZIONE - I settori come l'olivicoltura,l'ingrasso della carne bovina, la produzione di latte bovino, il pomodoro da industria, gli agrumi hanno, di solito, valori unitari dei titoli Pac più elevati rispetto alla media. Con il termine di redistribuzione si intende il processo (anche graduale nel tempo) mediante il quale tutti i beneficiari di una certa area geografica (intero territorio nazionale o regione omogenea) avranno, a regime, un pagamento diretto uniforme (flat rate) che prescinderà dalla maggiore o minore necessità di manodopera di una coltura rispetto alle altre.

Con la risoluzione n. 114/E dello scorso 17 ottobre, l'Agenzia delle Entrate ha affrontato il tema del trasferimento dei diritti all'aiuto da parte degli imprenditori agricoli dopo la riforma della Politica agricola comune (Pac).
Come noto, l'articolo 46 del regolamento (Ce) n. 1782/2003 attribuisce all'agricoltore beneficiario la possibilità di trasferire il diritto all'aiuto a favore di altro agricoltore a titolo oneroso o mediante qualsiasi altro trasferimento definitivo con o senza terra. A questo riguardo l' articolo 10 del decreto del ministro delle Politiche agricole e forestali del 5 agosto 2004, n. 1787, stabilisce che la cessione dei titoli all'aiuto deve avvenire mediante atto con sottoscrizione autenticata e deve essere comunicata a pena di nullità agli organismi pagatori, entro dieci giorni dalla sottoscrizione.
In proposito occorre precisare che,ai sensi dell'articolo 12, comma 4,del regolamento (Ce) n. 795/2004, nessun trasferimento definitivo dei titoli all'aiuto è possibile prima della loro definitiva fissazione. Inoltre, il regolamento (Ce) n. 1782/2003 consente il cosiddetto affitto del pagamento unico se al trasferimento dei diritti all'aiuto si accompagna il trasferimento di un numero equivalente di ettari ammissibili. Sono state le organizzazioni professionali a sollecitare l'Agenzia delle entrate a fornire chiarimenti circa il trattamento fiscale da riservare alle ipotesi di trasferimento a titolo definitivo (vendita) o transitorio (affitto) dei titoli definitivi di diritti all'aiuto precedentemente illustrate. Le indicazioni dell'Agenzia delle entrate partono dall'inquadramento giuridico dei titoli Pac, che sono da considerare dei titoli di credito, come peraltro li considera anche il Mipaaf in una propria nota dello scorso 21 marzo. Dal canto suo, l'Agenzia sottolinea che le cessioni sono soggette all'onere, a carico del cedente, di darne notizia agli organismi pagatori mediante prova documentale, non incorporandosi, il diritto di credito in questione, in un titolo che possa circolare autonomamente.

IMPOSTA DI REGISTRO


L'Agenzia ricorda che il pagamento unico, quale intervento finalizzato al sostegno della produzione agricola, e escluso dall'applicazione dell'Iva (art. 7-ter del decreto-legge n.746/1993 e art. 2, comma 3, lettera a del Dpr n. 633/1972). Di conseguenza, le cessioni (vendite a titolo definitivo) dei titoli Pac sono soggette all'imposta di registro, nella misura proporzionale dello 0,50% (art. 6, della tariffa-parte prima, allegata al Dpr n. 131/1986), da applicarsi alla base imponibile costituita dall'importo dei diritti all'aiuto oggetto della cessione (ammontare annuale per il numero delle annualità cedute), attualizzato, applicando il saggio legale di interesse. Nel caso di affitto di diritti all'aiuto contestuale all'affitto di un numero di ettari corrispondenti di superficie ammissibile, l imposta di registro e applicata: per l'affitto del terreno, nella misura dello 0,50%, ai sensi dell'articolo 5 della tariffa-parte I sopra citata; per l'affitto dei diritti all'aiuto, nella misura dello 0,50% sul valore delle annualità trasferite all'affittuario, attualizzate come sopra precisato con riferimento alla cessione a titolo definitivo.


IMPOSTE SUI REDDITI


L' Agenzia si sofferma anzitutto sul FISCO E PREVIDENZA 54 . DICEMBRE 2006 .
I diritti Pac sono titoli di credito; una risoluzione dell'Agenzia delle entrate fornisce chiarimenti sul trattamento fiscale in caso di cessione o affitto dei diritti ed il trattamento ai fini delle imposte dirette delle somme percepite dagli agricoltori che riscuotono i diritti all'aiuto.
Poiché l'erogazione degli aiuti sulla base del nuovo regime di pagamento unico non fa venir meno la natura di sostegno al reddito dell'agricoltore beneficiario che caratterizzava i regimi di sostegno previdenti ne consegue che:
per gli imprenditori agricoli individuali, società semplici ed enti non commerciali, le somme percepite sono ricomprese nel reddito agrario dei terreni;
per le imprese agricole in forma di società di persone o di capitali, il cui reddito e determinato nei modi ordinari, gli aiuti percepiti, in quanto contributi in conto esercizio, concorrono alla formazione del reddito imponibile ai sensi dell'articolo 85.

La risoluzione affronta quindi il trattamento fiscale da riservare al corrispettivo incassato dall'agricoltore che vende ad altro soggetto il diritto all'aiuto. Nel caso di società di persone (esclusa la società semplice) o di capitali, l'Agenzia è del parere che il corrispettivo incassato costituisca, in linea generale, una sopravvenienza attiva da assoggettare a tassazione nell'esercizio in cui è effettuata l'operazione di trasferimento. Invece nel caso di imprenditori individuali, società semplici, enti non commerciali, l'Agenzia ritiene che i corrispettivi incassati sono da intendersi ricompresi nella determinazione catastale dei redditi agrari.